Finanziamenti per disoccupati e prestiti a disoccupati


Disamina sul finanziamento a disoccupati e differenza tra i senza lavoro e condizioni nei casi di finanziamenti e prestiti a disoccupati



Questo post rappresenta una disamina sul finanziamento a disoccupati online. Metteremo in risalto le condizioni nei casi di finanziamenti e prestiti a disoccupati soffermandoci sulla differenza che intercorre tra i senza lavoro laddove questa ha importanza sul trattamento finanziario ad essi riservato nel settore dei finanziamenti di natura assistenziale e pubblici soprattutto in un momentaccio come quello corrente dove il fenomeno della disoccupazione in particolare di quella giovanile mira ad aumentare. Allora, chi è il disoccupato ? A chi sono destinati i prestiti per disoccupati ? Vi preghiamo di non scambiare i predetti interrogativi al pari di banali domande nè tantomeno come provocatorie in quanto, replichiamo, esiste una differenza tra i vari senza lavoro che discrimina finanziamenti e prestiti a loro favore erogati: i disoccupati e gli inoccupati.

La diversificazione tra i due tipi di senza lavoro è stabilita da una legge che regola il diritto del lavoro, la quale pone la seguente differenza: per inoccupati si intendono quelle persone che non hanno mai lavorato e quindi sono alla ricerca di una prima occupazione. Trattasi in prevalenza di giovani non appena terminato il ciclo scolastico. Per disoccupati invece è da intendersi chi, a qualsiasi titolo, ha svolto in passato una attività lavorativa documentalmente dimostrabile ma che però ha perso il posto di lavoro, ad esempio per un licenziamento. Questi casi riguardano soggetti anche con una certa maturità professionale, molti dei quali hanno già avuto esperienze creditizie. In sostanza, la differenza non è solo nei prefissi "in" e "dis", ma è di ordine sostanziale: come è naturale intuire, gli inoccupati avranno maggiori difficoltè di accesso al credito in quanto persone pressochè sconosciuti al sistema finanziario. Di contro, i disoccupati con una certa età avranno più problemi per essere reinseriti nel mondo del lavoro.

Posta la differenza, vediamo che chances hanno, a quali condizioni e soprattutto chi finanzia prestiti personali a disoccupati od altre forme di finanziamenti a disoccupati riservati dall'attuale sistema finanziario sia pubblico che privato. Iniziando dal lato delle pubbliche istituzioni, i finanziamenti per disoccupati costituiscono una sorta di politica volta a combattere la disoccupazione in generale. Su questo fronte il prestito per il disoccupato per eccellenza è quello d'onore della l. 185/2000, per accedere al quale, tra le condizioni, vi è quella di essere disoccupato da almeno un semestre (cfr. prestito d'onore). Analoghe iniziative per il prestito a disoccupati vengono riportate da altre disposizioni volte alla realizzazione di imprese di piccole e medie dimensioni che hanno la funzione di perseguire la piena occupazione mediante erogazioni di prestiti per disoccupati nel settore dei finanziamenti imprenditoria femminile e giovanile anche a fondo perduto (cfr. prestiti a fondo perduto).

Fin qui gli interventi dello stato, mentre se analizziamo i finanziamenti per disoccupati delle nostre s.p.a. (finanziarie e banche) possiamo arrivare alla seguente conclusione: la difficoltà oggettiva dei prestiti personali disoccupati in mancanza di regolare certificazione reddituale. Ad onore di cronaca, tuttavia, riportiamo un fatto: corre voce, la quale noi non possiamo verificare per mancanza di testimonianze dirette, che qualche banca prende in considerazione i versamenti periodici e costanti provenienti da alcuni loro clienti che prestano attività in nero. Ribadiamo che non siamo in grado di stabilire la veridicità o meno di queste tipologie di prestiti a disoccupati in quanto privi di riscontri diretti. Tuttavia, seguendo le linee generali, crediamo che trattasi solo di leggende metropolitane. In caso di dubbio è comunque bene informarsi con la propria banca di fiducia. Concludiamo la disamina sul finanziamento o prestito disoccupato col proporre, a nostro parere, la migliore soluzione: sfruttare i finanziamenti dell'unione europea e/o statale e mettersi in proprio.

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